maisha


about
todo lo que tienes es tu alma

n.b.
Maisha significa "Vita" in lingua swaili

"Noi siamo i figli di un mondo devastato che provano a rinascere in un mondo da creare. Imparare a diventare umani è la sola radicalità."

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cosa ascolto
il mio primo jazz...


cosa guardo
Diari della motocicletta
Fahrenheit 9/11
Le chiavi di casa
The Corporation
Il piccolo Lord..
La maledizione della prima luna
Che pasticcio Bridget Jones
Million Dollar Baby
JFK per l'ennesima volta.. mister X..
Mare dentro
Le crociate
Quando sei nato non puoi più nasconderti
Un bacio appassionato
Cuore sacro
Il colore viola
Alla luce del sole
Il castello errante di Howl
Romanzo criminale
Le piccole donne
Broken flowers
Le cronache di Narnia
Il caimano
Inside man
Chiedi alla polvere
Volver!
Il codice da vinci
Ogni cosa è illuminata
La stella che non c'è
Scoop
Il diavolo veste Prada
La meglio gioventù..
La principessa Mononoke per l'ennesima volta
Siryana
La ricerca della felicità
The departed
Borat.. il film più trash della storia del cinema!
The death of president
Dopo il matrimonio (splendido!)
Babel
Little miss sunshine
I 100 passi
La mala educaciòn
Neverland
Harold e Maude
Sicko
Le ragioni dell'aragosta
La ragazza del lago
Funeral party
Le vite degli altri
Soffio
Ratatouille
Le mele di Adam
Saturno contro
Notturno bus
Un'altra giovinezza
Leoni per agnelli
La promessa dell'assasino
Il declino dell'impero americano
La bussola d'oro
Il grande Gatsby
Come eravamo
Vai e vivrai
Terra e libertà
Caos calmo ....
Caramel
Persepolis
Train de vie
Ultimo tango a Parigi
Tra cielo e terra
Professione: reporter
Viaggio in India

vorrei guardare a breve
sempre mati e lulù

cosa leggo
Il fuoco sotto la neve
Rinnovare la mente Dalai lama

letti e/o amati da poco
Invece di questa sinistra di Giulietto Chiesa
La guerra come menzogna di Giulietto Chiesa
Raccontare, resistere di Luis Sepulveda
La democrazia degli altri di Amartya Sen
G8-Genova di Giulietto Chiesa
Piccolo Manifesto dei Comunisti (senza classe né partito) di Elsa Morante
Donne e topi di Emiliano Gucci!!!!!! smack
Piccole virtù di Natalia Ginzburg
Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti
Donne disarmanti
La tana della Jena di Hassan Itab
La fonte meravigliosa di Ayn Rand.. il libro più bello che potessi leggere.. ed ora..
Se questa è vita di Suad Amiry
Il sesso delle ciliegie di Jeanette Winterson
Oltre ogni illusione di Duong Thu Huong
Sto da cani di Emiliano Gucci
La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani........
Arrivederci piccole donne di Marcela Cerrano
Nudi e crudi di Alan Bennet
Antigua, vita mia! di Marcela Serrano
La donna abitata di Gioconda Belli
Caos calmo di Sandro Veronesi
Il cacciatore di aquiloni
Waslala di Gioconda Belli
Lettere contro la guerra di Tiaziano Terzani
Confessioni di un sicario dell'economia
Sorella del mio cuore
Il fiore del desiderio
La donna venuta dalla pioggia

chi accade oggi
l'egoismo..

mi state leggendo in


Invito a volare
di Eduardo Galeano

Cosa ne direste di cominciare a esercitare il diritto a sognare? E se delirassimo un po’? Proviamo a guardare oltre l’infamia per vedere quale altro mondo sia possibile… L’aria sarà pulita da ogni veleno, ad eccezione di quelli prodotti da umane paure e umane passioni; per le strade le automobili verranno investite dai cani. La gente non verrà guidata dall’automobile né programmata dal computer, non sarà possibile acquistare le persone al supermercato né farle guardare dal televisore che smetterà di essere il membro più importante della famiglia e rimarrà all’altezza della lavatrice o del ferro da stiro. La gente lavorerà per vivere invece di vivere per lavorare; nei codici penali verrà incluso il delitto della stupidità, che è ciò che faranno coloro che vivono per avere o guadagnare anziché vivere per il semplice gusto di gusto di vivere, come fanno gli uccelli che cantano per cantare e i bambini che giocano per giocare. I cuochi smetteranno di credere che le aragoste adorano essere buttate nell’acqua bollente vive, gli storici non penseranno più che ai popoli piacciono gli invasori e i politici abbandoneranno la convinzione che i poveri sono ghiotti di promesse. La solennità non sarà più una virtù e nessuno verrà preso sul serio se non dimostra di essere in grado di prendersi in giro. La morte e il denaro perderanno i loro poteri magici e né l’una né l’altro serviranno a fare dei farabutti persone perbene. Nessuno verrà preso per eroe o per tonto se fa quel che crede giusto invece di ciò che è più redditizio. Il mondo smetterà di fare la guerra ai poveri e inizierà a combattere contro la povertà. All’industria non rimarrà altro da fare che dichiarare bancarotta. Il cibo non sarà più merce e la comunicazione non sarà più un business, perché mangiare e comunicare sono diritti umani. Nessuno morirà di fame perché nessuno morirà di indigestione. I bambini di strada non verranno trattati come spazzatura perché non ci saranno più bambini di strada. I bambini ricchi non verranno trattati come danaro perché non ci saranno più bimbi ricchi. L’educazione cesserà di essere il privilegio di coloro in grado di pagarla e la polizia non sarà più la maledizione di coloro che non sono in grado di comprarla. La giustizia e la libertà, sorelle siamesi condannate a vivere separate, torneranno insieme schiena contro schiena; una donna nera diventerà presidente del Brasile e un’altra donna nera verrà eletta presidente degli Stati Uniti. Una donna maya sarà presidente del Guatemala e un’altra donna indiana sarà la prima cittadina del Perù. In Argentina le pazze di Plaza de Mayo verranno additate come esempio di salute mentale per essersi rifiutate di dimenticare negli anni dell’amnesia obbligatoria. La santa Madre Chiesa correggerà gli errori delle tavole di Mosè: il sesto comandamento ci ordinerà di onorare il corpo e verrà aggiunto l’undicesimo, quello che Dio aveva dimenticato: “Ama la tua natura della quale sei parte”. Verranno riforestati i deserti del mondo e quelli dello spirito; i disperati saranno attesi e i persi verranno ritrovati, perché sono stati coloro che hanno cercato e sperato fino alla disperazione. Diventeranno compatrioti e coetanei di tutti coloro che hanno sete di giustizia e di bellezza, e non importa in quale luogo e in quale tempo siano nati. Le frontiere del tempo e delle carte geografiche non avranno alcuna importanza. La perfezione continuerà ad essere il noioso appannaggio degli dèi, mentre nel mondo squinternato e tosto ogni notte verrà vissuta come fosse l’ultima e ogni giorno sarà goduto come se fosse il primo.
Social Forum Porto Alegre

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domenica, gennaio 22, 2006
 

il mio viaggio è iniziato.. ed è già troppo ricco da poterlo tradurre in poche parole.. solo un "piccolo squarcio" su quello che mi si sta facendo incontro.

Preparo un incontro per domani, leggo e dopo poco sono già rapita e stupita .. dell'intelligenza di quel che leggo.. le parole scorrono.. e i pensieri si riaccendono e con loro la creatività.. e la magia accade.. la speravo.. avevo paura di sperare in lei.. ma accade.. un nome.. una ricerca su internet, da cui ne scaturiscono altre.. qui.. uno stralcio di quello in cui mi sono imbattuta questa sera..
ps. potrò usare della mi atestolina e delle mie energie.. del mio tempo.. per "lavorare" con loro.. questa sera sfioro anche i Mapuche.

Madre terra mapuche
di
Lorenzo Navarra



Per i media italiani la scoperta degli indios mapuche, in Cile e Argentina, è datata 1998. Durante i mondiali di calcio di Francia un minuscolo centravanti cileno con la faccia da indio saltò verso il cielo e fece gol all'Italia. Si chiamava Marcelo Salas, di Temuco. Quell'anno lo portò a giocare nella Lazio Sergio Cragnotti. I tifosi lo chiamavano Matador; i giornali più semplicemente con il nome della sua gente, "mapuche"; e narravano la storia di colore del ragazzino povero salito agli onori del mondo battendosi in campo, lontano dalla sua gente e dalla sua terra disperata.

Anche Alex Lemun era nato a Temuco ed era un mapuche. Anche lui si batteva in campo. Ma non per fare gol, per la sua terra. Per la terra dei suoi padri. Lo hanno ammazzato che non aveva neanche 17 anni. Lo hanno ammazzato i carabineiros perché il 7 novembre scorso insieme ad altri della comunità Montuti Mapu aveva occupato il fondo Santa Alicia, terra mapuche in mano alla multinazionale Mininco. I militari - tutto il mondo è paese - gli hanno sparato perché, secondo il loro rapporto di servizio, aveva il volto coperto ed era armato di sassi. Gli hanno sparato e l'hanno lasciato agonizzante a terra.
Alex è morto dopo cinque giorni di agonia a Temuco, in ospedale. "Io continuerò a lottare per la terra. Mio figlio è un eroe nella lotta per la difesa del nostro sangue", ha detto il padre. Un'organizzazione di lotta dei mapuche ha dichiarato: "Siamo convinti che il sangue sparso nella lotta per il recupero del nostro territorio ancestrale sia la dignità che emerge da questi spiriti generosi
e ribelli." I mapuche si stanno organizzando, dicono i giornali locali del sud del Cile. E le multinazionali si preparano a difendersi...

Un'altra storia vede Benetton contro una famiglia mapuche della Patagonia. I Benetton delle bellissime pubblicità democratiche e mondialiste. I Benetton che possiedono un milione di ettari nella regione australe della Patagonia. Si tratta di una battaglia legale tra la multinazionale e la famiglia Curiñanco - Rúa
Nahuelquir per occupazione illegale di un terreno appartenente alla
suddetta multinazionale.
I fatti: in agosto Atilio Curiñanco e sua moglie Rosa Rúa Nahuelquir vanno dalle autorità competenti della città di Esquel e chiedono di poter occupare un terreno del demanio pubblico, conosciuto come Santa Rosa, ubicato a Leleque sulla strada nazionale argentina, numero 40. Le autorità autorizzano e la famiglia inizia a lavorare la terra tirando su una piccola fattoria, dissodando la zona e piantando patate, fagioli, grano, mais e diversi altri ortaggi.
In settembre il fulmine a ciel sereno. L'uomo di Benetton, Ronald MacDonald, amministratore della estancia Leleque di proprietà della famiglia Benetton, presenta una denuncia e il procedimento finisce nelle mani del giudice José Luis Colabelli del Tribunale di Esquel. E in attesa delle decisioni il terreno viene sgomberato e i beni sequestrati.
Chi ha ragione? La Holding Benetton che solo in Patagonia possiede quasi un milione di ettari di terreno o i Curiñanco che hanno un'auto, una casa nel barrio Vepam e lo stipendio di un operaio.
E' all'interno di questo processo che si legge lo scontro finale del sistema: da una parte un popolo indigeno che difende la sua identità e non rinuncerà mai al diritto di seguire a sviluppare la cultura della propria mapu (terra). Dall'altra il lato oscuro della globalizzazione (con una evidente complicità tra gruppi di imprenditori, politici di turno e forze di sicurezza).
Chi ha ragione? Chi vincerà? Domande oziose, dice un mio amico in vena di profezie. Vince chi ha i soldi, i giudici, la polizia e tutto il resto. E snocciola i casi che conosce a memoria: vincono gli israeliani sui Palestinesi, Bush su tutto il mondo, e per restare alle nostre cosucce, Previti, Berlusconi con tanto di Cirami. Perché mai, in un mondo ordinato secondo i voleri della potenza economica e militare, dovrebbe porsi il dubbio che non vinca Benetton?
Invece no. Può vincere Benetton o il suo Ronald patagone con qualunque ciramità argentina, ma non ha ragione. E altre famiglie mapuche e altri indios, o contadini o gente del mondo alzeranno la testa e sfideranno la sconfitta sicura. Fino a quando la sconfitta non sarà più tanto sicura.

 

pensieri e parole di mononoke | 23:51 | commenti (3)


lunedì, gennaio 16, 2006
 

"Comunicare è condividere
e condividere raddoppia il piacere.."

Italo Calvino

..finalmente un grande che lo dice..

ps. è iniziata..troppe emozioni in un giorno solo.. nozioni di marketing che si sovrappongono a strumenti informatici simili e nuovi.. tanti mondi di persone in cui imbattersi.. hablas espanol?!.. e uno sguardo inatteso su una parte di mondo che mi stravolge le budella il cuore e la mente.. tocco subito da vicino la differenza di questo posto.. torno alla scrivania .. oggi in tailandia.. domani in perù.. una vastità che appena ho sfiorato.. sorrido.. tra una lacrima di malinconia per la mia mamma.. già la persona che mi manca di più.. sorrido, quante sfumature ancora non conosco di me.. figuriamoci del mondo là fuori.. ed il cuore e la mente provano a far spazio..illimitato

sorrido

pensieri e parole di mononoke | 21:27 | commenti (1)


martedì, gennaio 10, 2006
 

empatia

empatia..

empatiaaaaaaaaaaaa

Grazie! a questa magia che cavolo, sa ribaltare le situazioni..

cambia proprio, fa la differenza nelle persone semplici - genuine - coraggiose e simpatiche..

e così la nuova vera grande avventura sembra iniziare con un pizzico di magia umana! .. in più..

domani la chiusura di un grandissimo cerchio.. che si è allargato a dismisura in questi quattro anni..

 

difficili alcuni saluti..

tra una lacrima ed un sorriso

adios

pensieri e parole di mononoke | 00:12 | commenti (2)


sabato, gennaio 07, 2006
 

“Raccontano i nostri vecchi più vecchi che i primi di queste terre videro che i potenti, vennero ad insegnarci la paura, vennero a far appassire i fiori e, affinché il fiore del potere potesse vivere, sciuparono il nostro fiore. Dicono i nostri più antichi che è marcia, la vita dei potenti, che il cuore dei loro fiori è morto, che lo strappano fino a romperlo, che distruggono e svuotano i fiori degli altri.
Raccontano e dicono i nostri predecessori che il primo fiore di queste terre, della terra prese il colore per non morire, che, piccolo, resistette e che nel suo cuore conservò il seme affinché, con il cuore come terra, un altro mondo nascesse.
Non il mondo più antico, non il mondo che il potente faceva marcire. Un altro mondo. Uno nuovo. Uno buono.
"Dignità" è il nome di quel primo fiore e deve molto camminare perché il seme incontri il cuore di tutti e, nella gran terra di tutti i colori, nasca finalmente quel mondo che tutti chiamano domani”

Discorso del subcomandante Marcos, tenuto a San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, sabato 24 febbraio.

grazie L.

pochi sanno fare auguri simili..

pensieri e parole di mononoke | 22:10 | commenti