maisha


about
todo lo que tienes es tu alma

n.b.
Maisha significa "Vita" in lingua swaili

"Noi siamo i figli di un mondo devastato che provano a rinascere in un mondo da creare. Imparare a diventare umani è la sola radicalità."

altri link
» il cannocchiale
» peacereporter
» peacelink
» nuovimondimedia
» notinourname
» michael moore
» noam chomsky
» megachip!
» giulietto
» criticamente
» dentroefuorilemura
» socialpress..
» beppe grillo
» leggimi!
» lavoce
» transfair
» ctm altromercato
» chicomendes
» altreconomia
» altroconsumo
» metamorfosi
» mondocane..by grimaldi
» indymedia
» storiacontemporanea
» emergency
» attac
» feltrinelli..

chi leggo molto volentieri
» agnese
» ahimsa
» alessia7
» anonimista
» arechi
» blotiteacuta
» joy
» ilmonello
» kado
» lallalalla
» luminar
» mariottola
» mononoke from Libanon
» Non mollare mai!
» ollivia
» percival
» poltarek
» rachele
» rasa lila
» renton
» rosselli
» speedo
» tasti
» tutta colpa di Paul King
» tuttofaunpomale

due parole più in intimità
»la posta di mononoke



cosa ascolto
il mio primo jazz...


cosa guardo
Diari della motocicletta
Fahrenheit 9/11
Le chiavi di casa
The Corporation
Il piccolo Lord..
La maledizione della prima luna
Che pasticcio Bridget Jones
Million Dollar Baby
JFK per l'ennesima volta.. mister X..
Mare dentro
Le crociate
Quando sei nato non puoi più nasconderti
Un bacio appassionato
Cuore sacro
Il colore viola
Alla luce del sole
Il castello errante di Howl
Romanzo criminale
Le piccole donne
Broken flowers
Le cronache di Narnia
Il caimano
Inside man
Chiedi alla polvere
Volver!
Il codice da vinci
Ogni cosa è illuminata
La stella che non c'è
Scoop
Il diavolo veste Prada
La meglio gioventù..
La principessa Mononoke per l'ennesima volta
Siryana
La ricerca della felicità
The departed
Borat.. il film più trash della storia del cinema!
The death of president
Dopo il matrimonio (splendido!)
Babel
Little miss sunshine
I 100 passi
La mala educaciòn
Neverland
Harold e Maude
Sicko
Le ragioni dell'aragosta
La ragazza del lago
Funeral party
Le vite degli altri
Soffio
Ratatouille
Le mele di Adam
Saturno contro
Notturno bus
Un'altra giovinezza
Leoni per agnelli
La promessa dell'assasino
Il declino dell'impero americano
La bussola d'oro
Il grande Gatsby
Come eravamo
Vai e vivrai
Terra e libertà
Caos calmo ....
Caramel
Persepolis
Train de vie
Ultimo tango a Parigi
Tra cielo e terra
Professione: reporter
Viaggio in India

vorrei guardare a breve
sempre mati e lulù

cosa leggo
Il fuoco sotto la neve
Rinnovare la mente Dalai lama

letti e/o amati da poco
Invece di questa sinistra di Giulietto Chiesa
La guerra come menzogna di Giulietto Chiesa
Raccontare, resistere di Luis Sepulveda
La democrazia degli altri di Amartya Sen
G8-Genova di Giulietto Chiesa
Piccolo Manifesto dei Comunisti (senza classe né partito) di Elsa Morante
Donne e topi di Emiliano Gucci!!!!!! smack
Piccole virtù di Natalia Ginzburg
Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti
Donne disarmanti
La tana della Jena di Hassan Itab
La fonte meravigliosa di Ayn Rand.. il libro più bello che potessi leggere.. ed ora..
Se questa è vita di Suad Amiry
Il sesso delle ciliegie di Jeanette Winterson
Oltre ogni illusione di Duong Thu Huong
Sto da cani di Emiliano Gucci
La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani........
Arrivederci piccole donne di Marcela Cerrano
Nudi e crudi di Alan Bennet
Antigua, vita mia! di Marcela Serrano
La donna abitata di Gioconda Belli
Caos calmo di Sandro Veronesi
Il cacciatore di aquiloni
Waslala di Gioconda Belli
Lettere contro la guerra di Tiaziano Terzani
Confessioni di un sicario dell'economia
Sorella del mio cuore
Il fiore del desiderio
La donna venuta dalla pioggia

chi accade oggi
l'egoismo..

mi state leggendo in


Invito a volare
di Eduardo Galeano

Cosa ne direste di cominciare a esercitare il diritto a sognare? E se delirassimo un po’? Proviamo a guardare oltre l’infamia per vedere quale altro mondo sia possibile… L’aria sarà pulita da ogni veleno, ad eccezione di quelli prodotti da umane paure e umane passioni; per le strade le automobili verranno investite dai cani. La gente non verrà guidata dall’automobile né programmata dal computer, non sarà possibile acquistare le persone al supermercato né farle guardare dal televisore che smetterà di essere il membro più importante della famiglia e rimarrà all’altezza della lavatrice o del ferro da stiro. La gente lavorerà per vivere invece di vivere per lavorare; nei codici penali verrà incluso il delitto della stupidità, che è ciò che faranno coloro che vivono per avere o guadagnare anziché vivere per il semplice gusto di gusto di vivere, come fanno gli uccelli che cantano per cantare e i bambini che giocano per giocare. I cuochi smetteranno di credere che le aragoste adorano essere buttate nell’acqua bollente vive, gli storici non penseranno più che ai popoli piacciono gli invasori e i politici abbandoneranno la convinzione che i poveri sono ghiotti di promesse. La solennità non sarà più una virtù e nessuno verrà preso sul serio se non dimostra di essere in grado di prendersi in giro. La morte e il denaro perderanno i loro poteri magici e né l’una né l’altro serviranno a fare dei farabutti persone perbene. Nessuno verrà preso per eroe o per tonto se fa quel che crede giusto invece di ciò che è più redditizio. Il mondo smetterà di fare la guerra ai poveri e inizierà a combattere contro la povertà. All’industria non rimarrà altro da fare che dichiarare bancarotta. Il cibo non sarà più merce e la comunicazione non sarà più un business, perché mangiare e comunicare sono diritti umani. Nessuno morirà di fame perché nessuno morirà di indigestione. I bambini di strada non verranno trattati come spazzatura perché non ci saranno più bambini di strada. I bambini ricchi non verranno trattati come danaro perché non ci saranno più bimbi ricchi. L’educazione cesserà di essere il privilegio di coloro in grado di pagarla e la polizia non sarà più la maledizione di coloro che non sono in grado di comprarla. La giustizia e la libertà, sorelle siamesi condannate a vivere separate, torneranno insieme schiena contro schiena; una donna nera diventerà presidente del Brasile e un’altra donna nera verrà eletta presidente degli Stati Uniti. Una donna maya sarà presidente del Guatemala e un’altra donna indiana sarà la prima cittadina del Perù. In Argentina le pazze di Plaza de Mayo verranno additate come esempio di salute mentale per essersi rifiutate di dimenticare negli anni dell’amnesia obbligatoria. La santa Madre Chiesa correggerà gli errori delle tavole di Mosè: il sesto comandamento ci ordinerà di onorare il corpo e verrà aggiunto l’undicesimo, quello che Dio aveva dimenticato: “Ama la tua natura della quale sei parte”. Verranno riforestati i deserti del mondo e quelli dello spirito; i disperati saranno attesi e i persi verranno ritrovati, perché sono stati coloro che hanno cercato e sperato fino alla disperazione. Diventeranno compatrioti e coetanei di tutti coloro che hanno sete di giustizia e di bellezza, e non importa in quale luogo e in quale tempo siano nati. Le frontiere del tempo e delle carte geografiche non avranno alcuna importanza. La perfezione continuerà ad essere il noioso appannaggio degli dèi, mentre nel mondo squinternato e tosto ogni notte verrà vissuta come fosse l’ultima e ogni giorno sarà goduto come se fosse il primo.
Social Forum Porto Alegre

..indietro nel mio passato
oggi
agosto 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003


siete venuti qui a gironzolare
*loading* volte


domenica, settembre 30, 2007
 
tanto parlare di Beppe Grillo.. senza parlarne sul serio

fortunatamente nel solito marasma..

c'è sempre qualcun altro




Beppe Grillo secondo me - 29-9-07


(822 letture)   Pagina Stampabile



Intervista con Giulietto Chiesa, Megachip - da Rinascita

«Se dovessi dire una cosa a Beppe? Gli direi che condivido in pieno la sua critica alla classe politica, alla quale aggiungerei però quella ai grandi manager pubblici e privati. A cominciare da Paolo Scaroni che è a capo della più grande azienda pubblica italiana, l'Eni, dopo essere stato condannato due volte e dopo avere due volte patteggiato la pena». Giulietto Chiesa ha una sua idea sul vaffanculo day di Grillo. Quella del comico genovese, «non è la cura, e un sintomo. Noi stiamo assistendo alla fine della democrazia liberale. La reazione a questo evento epocale può avere anche delle forme virulente, non necessariamente negative. L'iniziativa di Grillo ha una forma estrema, radicale, perfino drammatica, non la si può liquidare come antipolitica».

Fine della democrazia liberale: possiamo essere d'accordo, ma che c'entra Grillo?

E' chiaro che Grillo fa anche delle proposte che singolarmente prese, sono contestabili. Ma il dato su cui dovremmo tutti ragionare è un altro: lui ha rotto uno schema. Lo schema di questi anni in cui la politica e la democrazia sono andate a farsi benedire agli occhi dell'opinione pubblica è fondato su un assunto semplice quanto drammatico: la politica non c'è più.

La politica che si fa ancella dell'economia ha insomma prodotto Grillo l'apocalittico. E' questo che vuoi dire?

In questi anni ci hanno detto a ogni piè sospinto che dovevamo eseguire degli ordini che venivano da una necessità ineluttabile. I conti economici ci venivano presentati come verità inconfutabili; la crisi delle pensioni che è una colossale truffa, è stata propagandata come una di queste ineluttabili necessità. Un calice che bisogna mandar giù senza fare e farsi troppe domande. Non c'è più spazio per la politica in una situazione in cui non c'è alternativa. E siccome la classe politica, di fronte alle necessità dell'economia, ha smesso di fare politica e si è trasformata in una oligarchia intercambiabile, è chiaro che nasce la necessità di una rottura. Come la combatti l'oligarchia? Facendoti cooptare? Nossignore! C'è solo un modo per combatterla, romperla.

Se è vero che la politica è accerchiata e in alcuni casi guidata dai poteri forti, è anche vero che vi sono forze irriducibili a questo ruolo ancillare. Il Pdci poi sul versante dei costi della politica sta conducendo una battaglia, non demagogica, contro i privilegi...

Se questa classe politica - o parti di questa classe politica - nella quale io ho ancora qualche fiducia, e mi riferisco alla sinistra istituzionale che si colloca alla sinistra di Paperino-Veltroni, se queste forze hanno ancora energie, si diano una mossa. Spetta a loro evitare i pericoli che corre oggi la democrazia, non a Grillo. Non si può dire che la responsabilità di eventuali processi degenerativi che possono innescarsi dalla sua iniziativa stanno sulle spalle di Grillo. Stanno invece sulle spalle di quella parte democratica della classe politica e dell'intellighenzia che non ha il coraggio di rispondere e di rinnovarsi radicalmente.

Per Prodi “la società italiana non è meglio della sua classe politica”. Un giudizio pesante e amaro. Condividi?

L'affermazione è terribile ma vera. E allora ne segue una seconda considerazione: da dove cominciare il risanamento se non dalla testa, da una classe politica che abbia il coraggio di fare pulizia in casa propria? E poi c'è un altro aspetto su cui intervenire: la simbiosi totale tra il sistema mediatico ed il potere politico. E lo si è visto dalla reazione rabbiosa dei grandi giornali alle parole di Grillo. Noi italiani diamo 700 milioni di euro ogni anno al sistema dell'informazione il cui grosso va alla grande stampa: Corriere della Sera , Sole 24 ore , Repubblica . Si fa una grande polemica contro i quotidiani di partito e nessuno dice niente sui soldi pubblici che si mettono in tasca le grandi testate.

Il 70 per cento degli ascoltatori di un tg ha solo la tv come strumento di informazione politica. Quale ruolo giocano i blog e più in generale il web?

Il web è un grande strumento di organizzazione politica, ma non ancora di informazione. Per la grande massa della popolazione e per i prossimi venti anni, quelli in cui si decideranno le sorti del pianeta, la tv generalista e la carta stampata, saranno ancora dominanti. L'informazione è nelle mani del potere che se la tiene ben stretta. Non è un caso che la prima esternazione di Veltroni è stata proprio sulla Rai. La proposta di abolire il cda per sostituirlo con un amministratore unico, altro non è che l'annuncio della privatizzazione della Rai e la commercializzazione definitiva dell'informazione.

C'è chi vuol far credere che con la nascita del Pd la politica conoscerà un rinnovamento...

Non vedo nessuna palingenesi all'orizzonte. Anzi, sono sbalordito che anche a sinistra ci sia chi sostiene che Veltroni sia il miglior interlocutore possibile. Veltroni è il gestore politico scelto dalla borghesia e dai poteri forti per la peggiore delle operazioni di normalizzazione di questo paese.

Grillo ha detto che vuole distruggere i partiti. E' possibile una democrazia senza i partiti?

La Costituzione del '48 ha disegnato una democrazia avanzata che rimane un modello altissimo. Non vedo alternative alla democrazia fondata su partiti. Ma questi non sono più partiti nel senso voluto dai padri fondatori. Questi partiti sono espressione degl'interessi propri, della oligarchia. Il web e i blog non possono sostituirli. Al contrario ci sono pericoli che il blog diventi uno strumento estremamente autoritario. C'è il leader che getta una idea e i partecipanti al blog, in larga maggioranza, non fanno che ripetere quello che ha detto il leader oppure dicono cose senza importanza. Servono cittadini che si guardino, si parlino, si critichino, si scontrino. Torniamo a Gramsci che è difficilmente superabile. I partiti come li descrive Gramsci sono l'espressione degli interessi sociali. Una democrazia senza partiti implicitamente dice che non ci saranno interessi che si combattono. Ma questa è una colossale falsificazione.

  

Grillo secondo Chomsky, perché una legge popolare può spaventare il potere - 29-9-07


(525 letture)   Pagina Stampabile



di Barbara D'Amico - da www.rivistaonline.com

Quando chiedo al Professore dell'MIT di Boston cosa ne pensa del fenomeno Grillo, la sua risposta è lucida e decisa: "Non è affatto insolito che comici, satirici o vignettisti godano di una libertà maggiore rispetto a quelli che ostentano serietà. Ciò è valido generalmente per i regimi totalitari come per le democrazie occidentali e suppongo che il fenomeno risalga alla tradizione dei giullari di Corte e di altri personaggi simili che popolano il teatro e la letteratura popolare.

Ho avuto occasione di incontrare Grillo brevemente l'ultima volta che sono stato in Italia, e ne sono rimasto impressionato"- poi, riferendosi all'editoriale di Mauro Mazza, aggiunge: "E' scioccante venire a sapere che sia stato tacciato di terrorismo, ma di questi tempi 'terrorista' è diventato un termine di copertura per indicare chiunque offenda i potenti". Noam Chomsky, esponente della sinistra radicale americana e principale detrattore del governo Bush, è considerato uno degli intellettuali più influenti al mondo. La sua opinione va ad aggiungersi alle centinaia che costellano in questi giorni i talk show nostrani e la stampa, italiana ed estera. Grillo - ormai è chiaro - è diventato il terrore della classe politica. Un nervo scoperto di cui però si analizzano male le ragioni e il contesto in cui opera. E' necessario, allora, fare un passo indietro e capire come e perché il comico genovese stia suscitando così tanto negativo clamore.

Da italiani conosciamo bene i mali che attanagliano il paese: precarietà, crisi economica, mafia. Da qualche anno Grillo ha iniziato a denunciare sul suo blog una serie di incongruenze, di fatti e misfatti, che raramente (o con scarso approfondimento) trovano spazio nei canali ufficiali di informazione: dal preannunciato crack della Parmalat, a quello forse imminente della Telecom, dalla notizia della condanna emessa dalla Corte di giustizia europea contro Rete 4, all'informativa su come ottenere il risarcimento del danno per l'acquisto dei bond argentini. Insomma, una lunga serie di notizie che - come scrive il corrispondente austriaco Gherard Mumelter sulle pagine di Internazionale - "sono ignorate dal 95 per cento della stampa italiana, ma non da Beppe Grillo. Il suo blog - continua Mumelter - racconta uno spaccato dell'Italia spesso assente dal resto dei mezzi di informazione, tutti impegnati a speculare sul delitto di Garlasco o a raccontare l'emozionante dibattito tra Nando Dalla Chiesa e Adriano Sofri sulle zanzare in Finlandia". Fino a qualche mese fa, tuttavia, poco o nulla veniva riservato sulle pagine dei quotidiani al fenomeno grilliano. Sembrava non dare poi troppo fastidio e, anzi, colmare quel vuoto che il giornalismo - eccezion fatta per pochi, coraggiosi, esempi - non vuole più riempire da qualche anno a questa parte. Ma cosa succede quando dalla denuncia si passa ai fatti?

Dopo una serie di iniziative realizzate con successo solo grazie al potere della rete web - e dopo l'inerzia di Governo e Istituzioni a fronte di gravi episodi sempre e solo "commentati" ma non affrontati - Grillo decide di esportare il malessere virtuale e trasfonderlo direttamente nelle piazze. Mentre la maggioranza dei suoi sostenitori ne restano entusiasti, il resto dell'Italia - quella istituzionale - si sente minacciata. Il V-Day ha lo scopo ufficiale di raccogliere firme per la presentazione in Parlamento di un disegno di legge il cui contenuto è direttamente proporzionale ( o così vorrebbe essere) ai mali che affliggono il paese. Riesce a raccogliere più di 300 mila adesioni (ne occorrevano 50 mila), con una manifestazione che travolge a valanga l'intera penisola in modo pacifico e realizzando, per la prima volta nella storia della Costituzione, l'applicazione di uno strumento di democrazia diretta. Leggiamo con attenzione le tre proposte che dovrebbero informare il testo definitivo:

Ineleggibilità in parlamento di condannati, anche in primo grado. Come ha ricordato lo stesso ministro Mussi, occorre un distinguo tra condanna e condanna - sarebbe una contraddizione, infatti, impedire la candidatura di chi fosse stato arrestato nel corso di una manifestazione per i diritti umani. Ma chi segue e conosce l'impegno di Grillo sa bene che questa proposta trova la sua ragione scatenante in un fenomeno tutto italiano: la connivenza mafiosa. E chi conosce le maglie della politica e dell'iter parlamentare di una legge, sa altrettanto bene che il percorso è lungo e periglioso. Fatto di emendamenti, cioè modifiche, discussioni e analisi. Il pool di avvocati che, con molta probabilità, ha redatto le proposte di legge per Grillo ha avuto un'idea semplice e geniale: mettere nero su bianco sin da subito che non si può rappresentare i cittadini in Parlamento se si è stati condannati, persino in primo grado. Si deve pretendere la fedina immacolata. Poi, tra modifiche e proposte ci sarà sempre tempo di inserire i distinguo e le eccezioni. Proviamo a formulare la proposta in questo modo: ineleggibilità se condannati in via definitiva (quindi attendendo l'esperimento di tutti i gradi di giudizio). I tempi medi per un processo in Italia sono talmente lunghi -anche 20 anni - da aver fatto collezionare una serie infinita di condanne da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Le possibilità di procrastinare la decisione e il rischio di prescrizione del reato sono altissimi. Ce li vediamo i nostri parlamentari, molti con processi per associazione mafiosa pendenti, inserire in sede di emendamento la "condanna in primo grado"? Ovviamente, no. Meglio farlo a monte, perché l'esperienza insegna che è più semplice togliere che aggiungere.

Limite di due legislature per chi è eletto . Anche qui, la proposta è discutibile. Perché, se un parlamentare lavora bene, dovrebbe riandare a casa? E di nuovo dobbiamo cercare la risposta nel nostro tessuto sociale e storico: in Parlamento siedono da più di trent'anni politici il cui impegno per la Repubblica è stato spesso discusso ed è ancora discutibile. Chiedere un limite di due legislature (10 anni) potrebbe invece portare ad uno svecchiamento delle poltrone (non è quello di cui ci si lamenta sempre nei convegni sul rilancio - restyling - della "sinistra" o della "destra"?). E' ovvio che se un parlamentare ha lavorato bene, allo scadere di quel mandato verrà rieletto con piacere. E qui occorre chiamare in causa la terza proposta:

Elezione diretta dei parlamentari. Proposta che va letta di concerto con le prime due e per cui vale lo stesso ragionamento. Perché si sente l'esigenza di eleggere direttamente chi deve rappresentarci? Evidentemente perché la rappresentanza indiretta, che pure è un sistema elettorale a prova di garanzia per moltissime democrazie, in Italia sembra aver fatto acqua da tutte le parti. I detrattori di Grillo replicano che l'elezione diretta aumenterebbe favoritismi e nepotismi di ogni sorta. Sarebbe bello, però, se accanto alla critica si citassero anche esempi di non-favoritismo e maggior garanzia propri dell'attuale sistema elettorale. Scrive Curzio Maltese sul Venerdì di Repubblica che " in una democrazia, non servono leggi per impedire ai delinquenti di diventare i rappresentati del popolo. Ci pensa il popolo. La morale pubblica è un patto non scritto, non un comma del codice civile o penale." Curioso. Maltese dimentica che proprio grazie all'inserimento di una norma ad hoc nel codice penale, il 416-bis, è stato possibile perseguire le associazioni mafiose. Se si fosse lasciato il compito "alla morale del popolo" non saremmo certo arrivati alla cattura di Provenzano. Per Maltese Grillo rischia la fine di Savonarola e , come molti giornalisti ne critica la grossolanità.

Il movimento di Grillo è di certo populista se per tale intendiamo "la contrapposizione frontale tra la società civile 'sana' (che dovrebbe riappropriasi della 'politica') e il mondo politico-partitico descritto come marcio, bugiardo e inetto" - scrive Michael Braun sempre su Internazionale. E se non si può negare che un comico genovese non possa essere la risposta al disordine italiano (ma questo è ovvio! Lo stesso Grillo lo ammette), gli si riconosce "attraverso il suo blog una forma moderna, più giovane, di intervento nel dibattito pubblico" (Eric Jozsef, Libération, Internazionale). Quel dialogo che i professionisti del settore - politici, giornalisti, statisti, economisti, istituzioni, governo, parlamento ecc.. - non vogliono instaurare. A chi, invece, ritiene inammissibile e scandaloso il linguaggio usato dal giullare di corte (Prodi-Alzheimer, Vaffanculo, ecc…) , la stampa straniera ricorda che "in un paese dove un ministro fa da testimonial allo sciopero della pasta, un suo collega invita gli immigrati a manifestare, il vicepresidente del senato proclama il maiale day e il suo capo di partito esorta i cittadini allo sciopero fiscale, le accuse di demagogia a Grillo sembrano piuttosto bizzarre".

pensieri e parole di mononoke | 22:21 | commenti


venerdì, settembre 28, 2007
 
ritornano i blog unificati!!!
mariottola ci regala una chicchina del genio di Woody..
tasti manchi tu ora


P
otrebbe essere la soluzione...........


La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete
tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai
migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare
in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare
del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe
scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare
adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari
per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che
ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li
passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con
room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i
coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

Woody Allen
pensieri e parole di mononoke | 09:56 | commenti


giovedì, settembre 27, 2007
 
Una maglietta rossa per la Birmania
"In tutto il mondo, venerdì 28"

ROMA - Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E'
la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di
sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del
popolo birmano.

Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms: "In
support of our incredibly brave friends in Burma: may all people
around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please
forward!" (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in
Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il
mondo, una maglietta rossa).

Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì
28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo
messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo
gravissimo prolema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE".

(27 settembre 2007)

Lorenza Fontana
Medici Senza Frontiere

pensieri e parole di mononoke | 17:36 | commenti (4)


lunedì, settembre 24, 2007
 

Dal Manifesto del 20 settembre 2007

Mancano idee e coraggio a sinistra di Paperino
di Giulietto Chiesa

Andrò alla manifestazione del 20 e invito a partecipare tutti quelli che la pensano come me, e dintorni. Ci vado per tanti motivi, il primo dei quali è la mia solidarietà con i lavoratori metalmeccanici. E la necessità di rimettere il lavoro al centro dell'attenzione non solo della sinistra ma dell'intera, io credo maggioritaria, opinione pubblica democratica del paese.
Ci andrò, il 20, a maggior ragione dopo il Vaffanculo Day. Perché penso che, se la giusta spallata che Beppe Grillo ha dato alla classe politica italiana dovesse «finire male» (come molti commentatori e membri dell'oligarchia, che non aspettano altro, si affannano a profetizzare) la responsabilità primaria sarebbe della parte della classe politica che ancora non è interamente soggiogata alle esigenze dei poteri forti.
Parlo della sinistra che io chiamo istituzionale (in polemica con il termine «radicale» che le è stato ingiustamente affibbiato) e che si colloca, almeno spiritualmente, «a sinistra di Paperino» (non so chi abbia inventato questa espressione, ma la trovo azzeccata), cioè del Partito democratico. E' ad essa che spetta di dare risposte, visto che gran parte dei seguaci di Grillo sono - come risulta dai sondaggi, ai quali credo - di sinistra, mentre un'altra parte, non meno grande, è fatta di gente (giovane) che non è di sinistra perché non l'ha mai incontrata in vita sua, non la conosce e l'accomuna al resto della classe politica nel suo disprezzo.
Andrò alla manifestazione del 20 perché penso che sia nell'interesse del paese. Perché un governo che continua a mettere al centro della sua azione essenzialmente la crescita del prodotto interno lordo non è in grado di fare fronte ai tremendi compiti che si delineano sul vicino orizzonte. Tra questi, prioritaria, è la questione del clima e quella, ad essa correlata, dell'energia.
Abbiamo di fronte una manciata di anni per affrontare (non dico risolvere) questioni che riguardano la vita dei nostri figli e siamo soffocati da un'ignoranza generalizzata. Nessuno (anche nei media, nella tv pubblica) sembra preoccupato del fatto che lo stesso, ahimé realistico, obiettivo (europeo) di contenere la crescita della temperatura del pianeta entro i 2 gradi centigradi significherà comunque catastrofi immense e grande dolore umano. Chi pensa che riguarderà soltanto i poveri del pianeta, si sbaglia: anche noi ne saremo investiti, e, in massa, siamo impreparati.
Una classe politica (e io direi anche imprenditoriale) così stupida non merita di essere trattata meglio di quanto abbia fatto Beppe Grillo, ma una risposta energica e meditata deve seguire la spallata. Vogliamo lasciare a Grillo l'onere di formularla? Mi aspettavo e mi aspetto dai partiti della «cosa rossa» qualche cosa di più degli attuali balbettii. Al Parlamento europeo ho voluto dare forza a Sinistra democratica, aderendo alla sua frazione europea come indipendente. Ma da Roma non è arrivata nessuna idea fino ad ora. Non vedo ampiezza di vedute, respiro; non vedo segnali che abbiano capito, a sinistra di Paperino, che bisogna rinnovare forme organizzative e metodi di analisi della società.
Non stupisce in verità, perché anche loro hanno «perduto il contatto» con la gente. Altrimenti non avrebbero perduto mesi a discutere con Angius e Boselli. E, quando ho proposto di costruire una Fondazione, di creare una vera «maniglia» di massa, per studiare insieme, partiti e movimenti, dove sta andando il pianeta, per trovare insieme le risposte, tutto si è fermato.
Il 20 significa dare una spallata anche a questo impressionante immobilismo, che è un sintomo anch'esso del fatto che non solo la classe politica oligarchica non ha in testa null'altro che la deriva neoliberista, ma anche che a sinistra di Paperino mancano idee e coraggio. E che, se continua così, Paperino potrà svolgere il compito che i poteri forti gli hanno assegnato, cioè di farla finita con la democrazia liberale e con la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
Andrò il 20 alla manifestazione perché voglio gridare forte contro la guerra che sta per cominciare contro l'Iran, e contro la base di Vicenza, e contro le spese militari in aumento, e contro la follia suicida delle oligarchie belliche americana e europea.
Andrò alla manifestazione del 20 ottobre anche perché penso che, se c'è una via per salvare la sinistra, la democrazia, il paese, è quella di costringere il sistema mediatico a dire la verità sullo stato del mondo. Dico costringere sapendo quello che dico. Neanche il migliore dei governi potrà infatti prendere, negli anni a venire, le decisioni dolorose che s'imporranno (di nuovo sul clima, sull'acqua, sull'energia, sulla vita organizzata delle nostre città) senza un minimo di consenso. E milioni di cittadini ignari del pericolo non potranno darglielo, educati come sono a essere consumatori compulsivi. Se la televisione non glielo spiegherà, con tutta la crudezza necessaria, non potranno né sapere, né capire. E allora, sinistra istituzionale, come puoi pensare di fare fronte, e di non essere travolta tu stessa, senza porre sul tappeto la questione di una informazione e comunicazione democratica? Dovresti saperlo, sinistra istituzionale, che Paperino andrà oltre la lottizzazione, privatizzerà anche la tv pubblica, ci elargirà una finta informazione buonista e bugiarda come quella di Gianni Riotta e di Clemente Mimun, di Bruno Vespa e della coorte dei pennivendoli che ne hanno seguito l'esempio.
Andrò in piazza il 20 perché abbiamo poco tempo.

ecco un "là".. di quelli che non si possono lasciar scivolare via..

dentro questo là l'abbraccio che ho cercato pe tanto tempo

e ora al via con la creatività, così tanto dimenticata


pensieri e parole di mononoke | 22:46 | commenti


mercoledì, settembre 19, 2007
 
l'isola che non c'è..
potrebbe regalare un'altra magia..
che avventura sarebbe..
mincrociotutta..
pensieri e parole di mononoke | 22:30 | commenti


lunedì, settembre 17, 2007
 
nonostante tutto..
e dico tutto.....
sto ancora male...
sto corpicino qui che fa le bizze .. inzia proprio a stancarmiiiiiiiiiiiiiiiiii

dovrei sedare il cervello e le idee per non arrabbiarmi..
perchè mi mancano le energie per seguire i moti della cabeza..

(hoy .. diego! desde Ecuador!)

nonostante tutto...
il sorriso del cuore
pensieri e parole di mononoke | 13:42 | commenti (1)


mercoledì, settembre 12, 2007
 
"Credo che lo scopo ultimo della vita sia il lavoro creativo e produttivo; dedicarsi agli affari e al denaro come fine in sé, sia soltanto una fase transitoria di una civiltà in evoluzione." Ansel Adams

già.. esordii così quattro anni fa .. qui

il sorriso arriva da lontano..
pensieri e parole di mononoke | 09:30 | commenti (4)


martedì, settembre 11, 2007
 

pensavo che oggi è l'unidicisettembre..

e ce ne sono di cose a cui pensare l'undicisettembre

si va indietro nel tempo passando prima per il Cile e poi più avanti sorvolando New York e da lì i pensieri si catapultano ovunque nel mondo.. eppoi nelle case, nelle persone, nei pensieri e nelle emozioni..

qualcosa lì si è spezzato.. il finto pensiero dell'inffallibilità.. della potenza infinita.. dell'arroganza infinita..

ma il sonno del "consumismo" continua a placare il pensiero ..

i desideri ancora soffocati e sostituiti da ricette..

poi compleanni che si sovrappongono in un passato più recente ma ormai lontano

fuori c'è il sole

vado a farmi abbracciare un po'

e lasciar spazio a tutti gli altri pensieri, vecchi e nuovi, che mi fanno volteggiare col sorriso

 

 

pensieri e parole di mononoke | 12:35 | commenti