maisha


about
todo lo que tienes es tu alma

n.b.
Maisha significa "Vita" in lingua swaili

"Noi siamo i figli di un mondo devastato che provano a rinascere in un mondo da creare. Imparare a diventare umani è la sola radicalità."

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Il piccolo Lord..
La maledizione della prima luna
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Million Dollar Baby
JFK per l'ennesima volta.. mister X..
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Un bacio appassionato
Cuore sacro
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Il caimano
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Ogni cosa è illuminata
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Scoop
Il diavolo veste Prada
La meglio gioventù..
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La ricerca della felicità
The departed
Borat.. il film più trash della storia del cinema!
The death of president
Dopo il matrimonio (splendido!)
Babel
Little miss sunshine
I 100 passi
La mala educaciòn
Neverland
Harold e Maude
Sicko
Le ragioni dell'aragosta
La ragazza del lago
Funeral party
Le vite degli altri
Soffio
Ratatouille
Le mele di Adam
Saturno contro
Notturno bus
Un'altra giovinezza
Leoni per agnelli
La promessa dell'assasino
Il declino dell'impero americano
La bussola d'oro
Il grande Gatsby
Come eravamo
Vai e vivrai
Terra e libertà
Caos calmo ....
Caramel
Persepolis
Train de vie
Ultimo tango a Parigi
Tra cielo e terra
Professione: reporter
Viaggio in India

vorrei guardare a breve
sempre mati e lulù

cosa leggo
Il fuoco sotto la neve
Rinnovare la mente Dalai lama

letti e/o amati da poco
Invece di questa sinistra di Giulietto Chiesa
La guerra come menzogna di Giulietto Chiesa
Raccontare, resistere di Luis Sepulveda
La democrazia degli altri di Amartya Sen
G8-Genova di Giulietto Chiesa
Piccolo Manifesto dei Comunisti (senza classe né partito) di Elsa Morante
Donne e topi di Emiliano Gucci!!!!!! smack
Piccole virtù di Natalia Ginzburg
Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti
Donne disarmanti
La tana della Jena di Hassan Itab
La fonte meravigliosa di Ayn Rand.. il libro più bello che potessi leggere.. ed ora..
Se questa è vita di Suad Amiry
Il sesso delle ciliegie di Jeanette Winterson
Oltre ogni illusione di Duong Thu Huong
Sto da cani di Emiliano Gucci
La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani........
Arrivederci piccole donne di Marcela Cerrano
Nudi e crudi di Alan Bennet
Antigua, vita mia! di Marcela Serrano
La donna abitata di Gioconda Belli
Caos calmo di Sandro Veronesi
Il cacciatore di aquiloni
Waslala di Gioconda Belli
Lettere contro la guerra di Tiaziano Terzani
Confessioni di un sicario dell'economia
Sorella del mio cuore
Il fiore del desiderio
La donna venuta dalla pioggia

chi accade oggi
l'egoismo..

mi state leggendo in


Invito a volare
di Eduardo Galeano

Cosa ne direste di cominciare a esercitare il diritto a sognare? E se delirassimo un po’? Proviamo a guardare oltre l’infamia per vedere quale altro mondo sia possibile… L’aria sarà pulita da ogni veleno, ad eccezione di quelli prodotti da umane paure e umane passioni; per le strade le automobili verranno investite dai cani. La gente non verrà guidata dall’automobile né programmata dal computer, non sarà possibile acquistare le persone al supermercato né farle guardare dal televisore che smetterà di essere il membro più importante della famiglia e rimarrà all’altezza della lavatrice o del ferro da stiro. La gente lavorerà per vivere invece di vivere per lavorare; nei codici penali verrà incluso il delitto della stupidità, che è ciò che faranno coloro che vivono per avere o guadagnare anziché vivere per il semplice gusto di gusto di vivere, come fanno gli uccelli che cantano per cantare e i bambini che giocano per giocare. I cuochi smetteranno di credere che le aragoste adorano essere buttate nell’acqua bollente vive, gli storici non penseranno più che ai popoli piacciono gli invasori e i politici abbandoneranno la convinzione che i poveri sono ghiotti di promesse. La solennità non sarà più una virtù e nessuno verrà preso sul serio se non dimostra di essere in grado di prendersi in giro. La morte e il denaro perderanno i loro poteri magici e né l’una né l’altro serviranno a fare dei farabutti persone perbene. Nessuno verrà preso per eroe o per tonto se fa quel che crede giusto invece di ciò che è più redditizio. Il mondo smetterà di fare la guerra ai poveri e inizierà a combattere contro la povertà. All’industria non rimarrà altro da fare che dichiarare bancarotta. Il cibo non sarà più merce e la comunicazione non sarà più un business, perché mangiare e comunicare sono diritti umani. Nessuno morirà di fame perché nessuno morirà di indigestione. I bambini di strada non verranno trattati come spazzatura perché non ci saranno più bambini di strada. I bambini ricchi non verranno trattati come danaro perché non ci saranno più bimbi ricchi. L’educazione cesserà di essere il privilegio di coloro in grado di pagarla e la polizia non sarà più la maledizione di coloro che non sono in grado di comprarla. La giustizia e la libertà, sorelle siamesi condannate a vivere separate, torneranno insieme schiena contro schiena; una donna nera diventerà presidente del Brasile e un’altra donna nera verrà eletta presidente degli Stati Uniti. Una donna maya sarà presidente del Guatemala e un’altra donna indiana sarà la prima cittadina del Perù. In Argentina le pazze di Plaza de Mayo verranno additate come esempio di salute mentale per essersi rifiutate di dimenticare negli anni dell’amnesia obbligatoria. La santa Madre Chiesa correggerà gli errori delle tavole di Mosè: il sesto comandamento ci ordinerà di onorare il corpo e verrà aggiunto l’undicesimo, quello che Dio aveva dimenticato: “Ama la tua natura della quale sei parte”. Verranno riforestati i deserti del mondo e quelli dello spirito; i disperati saranno attesi e i persi verranno ritrovati, perché sono stati coloro che hanno cercato e sperato fino alla disperazione. Diventeranno compatrioti e coetanei di tutti coloro che hanno sete di giustizia e di bellezza, e non importa in quale luogo e in quale tempo siano nati. Le frontiere del tempo e delle carte geografiche non avranno alcuna importanza. La perfezione continuerà ad essere il noioso appannaggio degli dèi, mentre nel mondo squinternato e tosto ogni notte verrà vissuta come fosse l’ultima e ogni giorno sarà goduto come se fosse il primo.
Social Forum Porto Alegre

..indietro nel mio passato
oggi
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siete venuti qui a gironzolare
*loading* volte


giovedì, novembre 29, 2007
 
Verona, giugno 2006



Storie storie storie

persone mondi intrecci

Così tanta energia sprecata.. persa
e le lancette spietate come piccoli e lunghi spilli
feriscono
lo sguardo scorre corre scruta e fissa
si ferma e cerca di attraversare
perché
perché
perché davanti a tanta maestà e potenza
ci si riduce a tanta pochezza?
Debolezza
Meschinità

..la fragilità è altro
La meschinità è voluta
sottilmente voluta
È strisciante
Corrompe

di cosa si è fatti?
potenza beltà desideri emozioni
aspirazioni curiosità infinita

Potenza
così spesso inconsapevole
dimentica
tanto che quando ti inonda naturalmente
stupisce

Di fronte a bellezza e semplicità
l’esperienza
del sentirsi infinitamente piccoli
ed immensamente grandi
la leggera consapevolezza
della splendida imperfezione

Raro l’incontro con
la potenza consapevole
possibile a pochi
..per sempre
quasi irreale
per un mondo dimentico

Lascio alle spalle
nubi sporche
che logorano il respiro
E corro
rallento decisa
e torno a correre
Tum tum… tum tum tum

Il battito è forte
ora anche agli occhi
di chi non ha seguito tanti passi
e fragile
dolce
godereccio
ilare
ed anche ironico
..a volte immensamente
sottilmente
genialmente
ed anche compiacentemente..
autoironico

Nulla è fine a se stesso
l’attimo vissuto
quanti mondi simili
stregati
unicamente ispirati
ancora da
fugare
scoprire
attraversare
e anche non comprendere

perché
tanta potenza
a lungo ho pensato
al potere,
ma vale
la potenza
la potenza accompagna
il potere schiavizza

E le sfumature
carezze
finalmente

Un mondo così grande qui dentro
e la curiosità di continuare
a guardare fuori
Cercare un po’ meno
Appoggiarsi men che meno
Ma godere
Quello tanto

Sorrido.

pensieri e parole di mononoke | 09:45 | commenti


mercoledì, novembre 28, 2007
 
Crocerossine?

Blog unificati sul tema, con Tasti e Mariottola
raccolgo e dico anch'io... ma poi care donzelle torniamo a guardare anche il resto valà! che ce n'è...

Al solo pronunciare questa parola: c…r…o…c…e…r…o…s…s…i…n…a viene un po’ di irritazione cutanea.
Sì perché si sa che il desiderio reale delle donne è di avere un compagno eventualmente da sostenere, non da curare.

Sorrido, detto da me in questo momento parrebbe quasi una zappa sui piedi maldestramente apportata da me medesima alla mia personcina.
Ma non si tratta di questo, non si tratta di uno stato di malattia reale, fisico.
Quello che sempre più spesso ci si trova a dover affrontare è un mal di vivere.
E chi ama dannatamente vivere fatica a concepire che si possa esserne affetti.

Non so ben dirlo ma mi aiuto con immagini che in questi giorni mi son state regalate inaspettatamente da persone ignare del mio essere dolorante.

Una gentil nonnina tutto pepe, occhi azzurri che si muovono rapidamente come il suo pensiero, ride e si racconta: 50 anni di matrimonio, vi potete immaginare cosa significhi? E come si fa a non baruffare?? (ed io sorrido alla vita che proprio si diverte con me). E’ il sale necessario… Giovani diffidate di chi non vuole baruffare…
Perché sembra che se ci si accapigli a volte sia il sintomo di mancanza di comprensione, di affinità… che astrazione! Eppoi  scuasate ma cosa c’è di meglio del “far pace”… mi capite, vero?

Il punto è ancora sfuocato, e allora arriva in aiuto una giovane donna che sembra aver nostalgia dei tempi duri, che furono, quelli dei nostri nonni. Tempi in cui i problemi erano reali: cosa mangiare, come vestirsi adeguatamente alle stagioni.
I tempi anche dei filò: tutti raccolti intorno ad un fuoco a raccontare storie.
Già la poesia della vita reale.
Fatta di responsabilità quotidiane per sé e per gli altri; fatta di soddisfazioni semplici ed importanti.
Si è passati dalla giusta fatica del vivere, al mal di vivere.
E’ con questo che dobbiamo fare sempre più i conti e così prese alla sprovvista ci si ritrova crocerossine inconsapevoli.

Tasti descrive mirabilmente i meccanismi che portano a travestirsi da crocerossine e a vivere come tali, non aggiungo altro in merito.

Aggiungo invece un appunto a quanto scrive Mariottola sull’argomento, neanche le parole (di chi le sa usare bene) o i gesti sono garanzia di serenità… solo il tempo vissuto e condiviso apertamente.

E da qui riprendo il filo dei mie pensieri.
Crocerossine inconsapevoli, già ma non ad oltranza!

Ho lasciato Milano un paio di anni fa e il sapore degli uomini che avevo venendo via era quello di insoddisfazione profonda, incapacità di rimettersi in gioco nelle relazioni, nei sentimenti.
Uomini aitanti, intelligenti, anche sensibili, colti, soddisfatti professionalmente, socialmente “attivi”, ma alla fine soli…
Tristemente soli, e assetati della forza e della serenità altrui… incapaci di farle proprie.
Forse a distanza di due anni, avrei potuto incappare in qualcosa che mi potesse far pensare che la grande metropoli resta un mondo alieno ad una città più a misura d’uomo come Verona; purtroppo al momento non posso dire sia così.
Generalizzare puzza di superficialità e di stupidità, io parlo dal basso della mia esperienza personale e lì mi ci fermo.
Curiosa, son passata da un opposto all’altro… chi si diletta nel lavoro e nella compagnia godereccia degli amici  e chi si diletta con l’intelletto spaziando ed eccellendo in diversi ambiti.
Non son mancati gesti, né parole.
Ma quello che non è successo è il contagio dell’ amor del vivere in due, uno a fianco all’altro.
Mi accorgo di aver tentato, per quel che mi è stato concesso, a scardinare qualche chiavistello… e qualcuno anche se inconsapevolmente è saltato a me.
Ma non quanto una crocerossina doc avrebbe fatto o continuato a fare.
Il fatto è che i chiavistelli ce li mettiamo noi, aiutati da qualcuno a volte ma alla fine la decisione è solo nostra e così anche il toglierli o farli saltare dipende solo dalla volontà del singolo.
L’errore della crocerossina sta qui, nel pensare di poter far tutto o quasi da sola, anche per l'altro.
Arroganza e stupidità estrema.
Eppoi perché?

Già perché il mondo sarebbe più bello e vivibile, anche per se stesse.

 Nella realtà si può mettere olio, si possono offrire o scoprire chiavi insieme… ma scardinare chiavistelli è una fatica ed una scoperta che spetta solo a noi stessi.

Resta l’amaro del non fatto, del non poter guardare dopo la porta… soprattutto quando il giardino fuori attirava tanto.

pensieri e parole di mononoke | 15:42 | commenti (2)


martedì, novembre 27, 2007
 
"più delle albe, più del sole, una donna........
Più dei tramonti, più del volo di un uccello,
la cosa meravigliosa in assoluto
è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi
dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre,
anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi,
di quelle ferite da mina anti-uomo
che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più,
che ti stai giocando l'esistenza
in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame,
peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa,
che da come il tuo capo ti guarderà
deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno,
e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te,
che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo;
che sei terrorizzata che una storia ti tolga
l'aria, che non flirti con nessuno perché
hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu,
poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi
giustificare, che ti vuole cambiare,
o che devi cambiare tu
per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando
parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,
ci hai abitato Natale e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima
ed è passato tanto tempo,
e ne hai buttata talmente tanta di anima,
che un giorno cominci a cercarti
dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui
e so che c'è stato un momento che hai guardato giù
e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta:
nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada
affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina
e hai guidato per ore, perché l'aria buia
ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato,
quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga
sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre
lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa
dentro alla tua storia, a due, a quattro mani,
e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato
che ti ci vuole per guardarti così, scomposta
in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque,
ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti
una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo,
di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi,
o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa,
dal colore delle tende
o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita,
per questo meraviglioso modo di gridare
al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori
o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere:
"Attenti: il cantiere è aperto,
stiamo lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole,
una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti. "

(Jack Folla)

a marzo succedeva di incappare in queste parole
le rileggo ora
come allora mi ritrovo e non mi ritrovo

c'è di nuovo
tanta più dolcezza per me

sarà l'allenamento
sarà l'esperienza
sarà l'amor per sè che non vacilla come una volta
sarà che ora so che i dubbi sullo stato del mio corpicino
mi avevano bloccata nello sguardo

sarà che in alcuni momenti si riscoprono energie potenti
sarà che basta guardare poco fuori e vien voglia di tornare a volare immediatamente
sarà che ti piace volare
sarà che sei più curiosa di un tempo di provare nuove piroette

pensieri e parole di mononoke | 15:12 | commenti
 
"«Eddie Willers pensò a un giorno d’estate di quando aveva dieci anni. Quel giorno, in una radura del bosco, l’unica compagna preziosa della sua infanzia gli aveva detto quel che avrebbero fatto da grandi. Le parole erano state decise e brillanti, come la luce del sole. Lui aveva ascoltato, ammirato e sbigottito. Quando gli aveva chiesto cosa avrebbe voluto fare, aveva risposto: 'Quel che è giusto... Non solo affari e un modo per guadagnarsi da vivere. Cose come vincere battaglie, salvare gente dalle fiamme o scalare montagne.'
'A che servirebbe?' aveva detto lei.
E lui aveva risposto: 'Il sacerdote, la scorsa domenica, ha detto che dobbiamo cercar sempre il meglio, in noi stessi. Cosa pensi che sia il meglio in noi due?
'Non so.
'Dobbiamo scoprirlo.'
Ma lei non aveva risposto. Stava guardando lontano, verso le rotaie della ferrovia.»"

Ayn Rand ... Il Tema.

"Ayn Rand (San Pietroburgo 1905 - New York 1982), costretta dal regime sovietico a fuggire negli Stati Uniti nel 1924, è un’icona dell’American way of living. Sostenitrice del liberalismo, dell’iniziativa individuale, della forza creatrice della ragione, ha dato vita nei suoi romanzi a personaggi indimenticabili, eroi titanici che lottano per affermare le proprie idee contro una società massificata e livellatrice. (...)"
pensieri e parole di mononoke | 11:44 | commenti


lunedì, novembre 26, 2007
 
"a casa mia la moka non fa in tempo a raffreddarsi!"
saggezza e apertura di una nonna simpatica

già ci sono posti che restano splendidi crocevia di persone

è da giovedì in effetti che la moka dell'isola che non c'è stenta a raffreddarsi
in un moto spontaneo sono approdati in tanti e così l'isola ha ripreso il suo antico splendore

l'attesa si è smorzata e anch'io come l'isola riassaporo l'antico splendore
ringrazio chi c'è stato
chi in questi giorni non è sparito
chi è venuto a stare con me tra una lacrima e tanti sorrisi
pensieri vecchi e nuovi che danzano vorticosamente insieme

il pensiero ha preso il volo
il cuore è gonfio

succede che come termine di questa settimana che vale l'intensità di avvenimenti di un mese
riappare pure il lui di sei mesi fa
strana e giocosa la vita
e mi sento eretta e potente
semplicemente a posto

già... strana sensazione per una come me...

penso a te cara Joy e tutto il resto si mostra per quel che alla fine era ed io non vedevo ancora
cara Joy
sei quello che di più prezioso ho davanti agli occhi in questo momento
splendida imperatrice della realtà
pensieri e parole di mononoke | 11:36 | commenti (1)


venerdì, novembre 23, 2007
 

Il post qui sotto ha segnato una scelta, una scelta che ha coinvolto anche me, ma di cui io sono stata solo oggetto e non soggetto.
E’ una scelta che posso solo accettare ma che io non avrei fatto.
E’ una scelta che mi lascia inebetita, già ancora inebetita e dolorante.
Pensavo tu fossi al mio fianco ed invece scopro improvvisamente di ritrovarmi sola, senza di te.
Mai avrei pensato di dover lasciare un quadro appena iniziato insieme con così poche pennellate.
Mi soffermo a guardarlo e trovo che i tratti sono diversi, ma a volte si sovrappongono o si trovano dando vita ad immagini che ora continuano a farmi compagnia… sono belle.
Non comprendo se quello che ti ha fatto abbandonare il quadro sia stato il tuo desiderio di perfezione astratta o la sorpresa dello splendore di alcuni abbinamenti riusciti… chissà a cosa non hai potuto rinunciare per accettare di riuscirci insieme, di continuare a riuscirci insieme.
I miei tratti sono deboli ed insicuri a volte, mi faceva male la mano… e continuerà farmene, spero solo per un poco ancora. Sto lottando per guarirla e sto anche imparando che seppur malata comunque dipinge.


Inetti lo siamo entrambe, a dire il vero lo siamo tutti.
Ma follia dei più, si dipinge.
E a volte ci si incontra su una stessa tela.
Peccato la nostra fosse appena iniziata.
Dici che ora non ti piace il mio tratto, ma guardo il quadro e vedo che sino a pochi istanti fa lo cercavi, lo scoprivi, te ne prendevi cura e te ne saziavi, giocandoci insieme.
Dici che ci sono tratti più grandi che non ti piacciono e coprono il tutto, lo hai deciso da solo.
Non hai provato forse a pensare che sarebbero potuti essere le linee portanti di qualcosa di più grande… l’unione è più della somma dei singoli e crea altre possibilità per lo più inimmaginabili nella solitudine.
Dici che ti ferisce vedere che sul quadro ho dipinto più di te… la quantità non è mai stata una buona misura nell’arte e l’intensità è talmente libera, segue percorsi diversi; hai deciso tu per me che non era abbastanza… ora.
Noi ti sei fidato, ma io dipingo da tempo; apprezzo quello che altri spesso neanche vedono e le mie pennellate risaltano a poco a poco sino a fare emergere un mondo difficile a credersi, insolito e grande.
Ma il quadro per i tuoi canoni è già rovinato, qualcosa insieme ancora la avremmo potuta dipingere e forse anche più di qualcosa… ma costava forse lo scoprire che c’è altro di nuovo da provare oltre a quello che già conosci e tanto ti piace.
Poi alcuni hanno sbirciato la tela e han visto qualcosa che non si aspettavano da te, forse.
Hai lasciato me ed il nostro dipinto tanto in fretta che ci sono ancora i colori caldi, i tubetti aperti ed i pennelli appoggiati… hai lasciato qui il tuo straccio.


Il dipinto e tutto il resto è qui con me, tu puoi facilmente decidere di non ricordarlo, io l'ho qui. Mi hai lasciato all'improvviso ed ora  devo trovare per tutto un altro posto.


Non posso lavorare da sola al dipinto, l’ispirazione su questa tela me l’hai data tu.
Io amo finire i quadri… questo speravo durasse per molto tempo.
Ora posso solo guardarlo, vedo i tuoi tratti originali ed illuminanti insieme ai miei caldi e profondi; lo guardo con il dolore di non poterlo continuare, non ho la certezza di come lo avremmo finito, di come sarebbe stato… ma certo non lo avrei lasciato ora.
E’ appena abbozzato e più lo guardo e più non posso non soffermarmi sui colori… abbinamenti così erano preziosi... ma a volte è facile voltare lo sguardo e dimenticare...
Tu sei già tornato ai tuoi schizzi, che ora immagino appesi in una stanza chiusa, a cui solo pochi possono accedere... sento freddo.
Immagino il nostro quadro intonato ad una delle numerose pareti colorate di un giardino di una posada ad Antigua.



pensieri e parole di mononoke | 09:02 | commenti


lunedì, novembre 19, 2007
 
riscopro con forza e dolcezza i miei tratti
mi ritrovo più grande

mi ritrovo
con il desiderio di me
con il desiderio di te

con il desiderio di noi

della fusione dei corpi
all'infinito

della fusione di cuore e mente
per riscoprire un altro mondo
insieme

il più grande
pensieri e parole di mononoke | 13:53 | commenti


mercoledì, novembre 14, 2007
 
COMITATO VERITA´ E GIUSTIZIA PER GENOVA

17 e 24 NOVEMBRE - MANIFESTAZIONE E INCONTRO A GENOVA

IL G8 DI GENOVA, LA DEMOCRAZIA SOSPESA

A Genova, nel luglio del 2001, per più giorni fu abiurato lo stato di diritto. Le regole di base della democrazia furono ripetutamente calpestate. Sono passati più di sei anni e le ferite di quei giorni sono ancora aperte. Non abbiamo avuto un processo per l'uccisione di Carlo Giuliani, precluso da un'inaccettabile archiviazione. Ministri e presidenti del consiglio non hanno mai chiesto scusa alla cittadinanza e alle vittime delle violenze e degli abusi - per strada, alla Diaz, a Bolzaneto, al Forte San Giuliano - compiuti dalle forze dell'ordine, nonostante ricostruzioni ormai inoppugnabili e alcune sentenze del tribunale civile che hanno obbligato lo stato a risarcire cittadini ingiustamente aggrediti durante le manifestazioni.

Gli operatori e i funzionari coinvolti in queste operazioni non sono stati sospesi; i massimi dirigenti sotto processo sono stati addirittura promossi. Il parlamento ha finora rinunciato a istituire una commissione d'inchiesta, che peraltro sarebbe ormai depotenziata, né si è messa in cantiere una riforma democratica delle forze di sicurezza, che appare sempre più necessaria.

A Genova sono in corso alcuni processi, uno contro contro 25 persone accusate di devastazione e saccheggio, altri contro decine di appartenenti alle forze dell'ordine, per le torture nella caserma di Bolzaneto, il sanguinoso raid alla scuola Diaz e altri episodi. I pm hanno chiesto pene severissime - dai 6 ai 16 anni - per i 25 imputati, in applicazione di una figura di reato, devastazione e saccheggio, mai applicata prima del G8 di Genova alle manifestazioni di piazza e che può prestarsi, come evidenziato da studiosi e giuristi, a pericolose limitazioni della libertà d'espressione e di manifestazione. Crediamo nell'indipendenza della magistratura e siamo convinti che ciascuno sia responsabile delle proprie azioni, e proprio per questo riteniamo che le pene richieste siano del tutto sproporzionate rispetto agli episodi contestati.

Per i processi contro oltre settanta agenti, funzionari e dirigenti della polizia di stato e delle altre forze dell'ordine, le sentenze di primo grado sono attese per l'anno prossimo, ma la prescrizione interverrà prima della sentenza definitiva. Le vicende giudiziarie seguite al G8 rischiano dunque di concludersi senza colpevoli sia per Bolzaneto, sia per la Diaz, in aggiunta al mancato processo per l'uccisione di Carlo Giuliani; solo il processo contro i 25 arriverà fino al terzo grado.

Siamo convinti che il risarcimento per le violazioni costituzionali compiute nel luglio 2001 sia solo in parte competenza dei tribunali: è sotto il profilo etico, culturale e politico che dovrebbero arrivare i segnali più importanti. Le istituzioni, finora, hanno fallito questo loro compito: le mancate scuse alla cittadinanza, le promozioni accordate agli imputati, il silenzio del parlamento sono lì a testimoniarlo.

Perciò riteniamo indispensabile proseguire ed intensificare il nostro impegno per la verità e la giustizia, per la difesa delle garanzie democratiche, per il diritto alla libertà d'espressione e di manifestazione. Non possiamo accettare che la sospensione dello stato di diritto sia archiviata con tanta leggerezza.

Perciò saremo a Genova: sabato 17 novembre parteciperemo alle manifestazioni e sabato 24 promuoveremo un incontro pubblico sul tema "Genova G8, democrazia alla prova".

Per adesioni o informazioni aggiuntive:

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pensieri e parole di mononoke | 15:54 | commenti